Nato a Colle di Vespignano vicino a Firenze, Giotto è il principale artefice della rivoluzione pittorica italiana. Formatosi tra Firenze e Roma, supera gli schemi bizantini per un linguaggio naturalistico, tridimensionale e psicologicamente espressivo. Attivo ad Assisi, Padova, Firenze, Roma, Napoli e Milano, fu nominato capomastro dell'Opera del duomo di Firenze nel 1334.
Innovazioni
prospettiva empirica convergente su asse centrale
tecnica a giornate invece che a pontate
umanismo pittorico: personaggi come esseri in carne e ossa
Altichiero(rielaborazione) — Altichiero reinterpreta il modello giottesco nella Decollazione di san Giorgio, con citazioni compositivas diertte dagli affreschi degli Scrovegni, orientandole però verso il Gotico d'Oltralpe.
Arnolfo di Cambio(influenza) — Le figure delle Storie di Isacco mostrano una derivazione dalla statuaria di Arnolfo di Cambio per la loro solida plasticità; anche il ciborio nell'Assisi nel Presepe di Greccio cita esplicitamente quelli arnolfiani romani.
Pietro Cavallini(influenza) — L'incontro con Cavallini a Roma indica a Giotto la via del recupero dei valori classici; la coesistenza dei due artisti nel cantiere di Santa Cecilia in Trastevere è stata studiata come possibile scambio di influenze.
Cimabue(influenza) — La formazione di Giotto avviene in rapporto con Cimabue; la sua inclinazione al naturalismo e al recupero dei valori classici si sviluppa anche grazie a questo incontro, insieme ai contatti romani con Cavallini e Arnolfo.
Cimabue(maestro e allievo) — Secondo Ghiberti e Vasari, Cimabue scopre il giovane Giotto e lo porta a bottega come allievo; la storiografia moderna preferisce parlare di collaborazione tra i due artisti.
Bernardo Daddi(influenza) — Bernardo Daddi lavora nella cerchia giottesca fiorentina, ricevendo l'influenza stilistica del maestro.
Duccio di Buoninsegna(influenza) — Nel verso della Maestà Duccio dimostra di essere aggiornato sul linguaggio giottesco nelle architetture in scorcio e nella dovizia di dettagli quotidiani.
Taddeo Gaddi(maestro e allievo) — Taddeo Gaddi fu nella bottega di Giotto per ventiquattro anni, assimilandone la lezione prospettica e volumetrica.
Giovanni da Milano(influenza) — Giovanni da Milano studia la costruzione prospettica e il cangiantismo cromatico di Giotto, pur declinandoli verso un gusto tardogotico per le figure allungate.
Maso di Banco(maestro e allievo) — Maso di Banco fa parte della cerchia giottesca di Santa Croce, reinterpretando il plasticismo del maestro con originalità compositiva.
Pietro Lorenzetti(influenza) — Pietro Lorenzetti è tra i più 'fiorentini' dei senesi: guarda con interesse all'estetica giottesca per la volumetria e la plasticità delle figure.
Jacopo Torriti(influenza) — Secondo le fonti, Giotto sostituisce Torriti nel cantiere di Assisi quando questi abbandona le Storie dell'Antico e Nuovo Testamento per tornare a Roma, sviluppando ulteriormente l'impostazione classicista già avviata.
Madonna con il Bambino e donatori (Madonna dei denti)(contaminazione) — Vitale innesta su un impianto giottesco, con il trono di marmo solido e visto di fronte e i donatori ritratti dal vero, il linearismo e le pose flessuose della miniatura e della scultura francese.
Nascita della Vergine(influenza) — Per costruire la camera di sant'Anna Pietro Lorenzetti adotta la scatola prospettica di Giotto e la estende ai tre scomparti del trittico, uniti in un unico ambiente.
Presentazione di Gesù al Tempio(rielaborazione) — Ambrogio riprende la costruzione spaziale delle scatole prospettiche giottesche, ma la trasforma in uno spaccato di chiesa sontuoso, pensato per stupire più che per collocare le figure nello spazio.