Pittore fiorentino, considerato da Dante, Ghiberti e Vasari il rinnovatore dell'arte italiana prima di Giotto. Formatosi a Firenze e poi a Roma, dove entra in contatto con artisti locali, sviluppa un linguaggio che supera il bizantinismo pur mantenendone alcune convenzioni. Realizza cicli di affreschi ad Assisi, Maestà e il mosaico absidale del duomo di Pisa.
Innovazioni
monumentalità e voluminosità delle figure nella tradizione greca
riduzione dell'espressionismo rispetto a Giunta Pisano
naturalismo del modellato nel Crocifisso di Santa Croce
costruzione prospettica empirica della Maestà di Santa Trinita
uso del chiaroscuro per conferire plasticità alle figure
Giotto di Bondone(influenza) — La formazione di Giotto avviene in rapporto con Cimabue; la sua inclinazione al naturalismo e al recupero dei valori classici si sviluppa anche grazie a questo incontro, insieme ai contatti romani con Cavallini e Arnolfo.
Giotto di Bondone(maestro e allievo) — Secondo Ghiberti e Vasari, Cimabue scopre il giovane Giotto e lo porta a bottega come allievo; la storiografia moderna preferisce parlare di collaborazione tra i due artisti.
Duccio di Buoninsegna(influenza) — Duccio studia i dipinti di Cimabue durante un soggiorno a Firenze, assorbendone le soluzioni compositive poi rielaborate con un gusto più lineare.
Giunta Pisano(influenza) — Cimabue si forma sul modello della croce bolognese di Giunta Pisano, di cui il Crocifisso aretino è una rielaborazione critica con maggiori innovazioni naturalistiche.
Arnolfo di Cambio(influenza) — Arnolfo di Cambio si forma nella bottega di Nicola Pisano prima di sviluppare il proprio linguaggio autonomo che fonde classicismo, goticismo e arte medievale romana.
Maestà(influenza) — Per la Vergine in trono del recto Duccio si rifà con ogni probabilità a una Maestà dipinta da Cimabue a Pisa verso il 1302, oggi perduta.
Affreschi della cappella del Sancta Sanctorum(influenza) — Il realismo del ritratto di Niccolò III e il trono in volume del Cristo fanno pensare agli studiosi che i pittori del Sancta Sanctorum conoscessero le novità di Cimabue, presente a Roma in quegli anni.