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Opera più antica attribuibile con sicurezza a Cimabue (336 x 267 cm), realizzata per la chiesa di San Domenico ad Arezzo nel decennio 1260-1270. È una croce dipinta con Christus patiens: Cristo occupa quasi integralmente il tabellone sinistro, con figure di dolenti nei terminali e il busto del Cristo redentore in cima. Rispetto al modello di Giunta Pisano ha un'espressività più intensa, alcuni dettagli più naturalistici (morbidezza della barba, incarnato pastoso) e prevalenza del rosso brillante nella scelta cromatica.
La croce aretina si confronta esplicitamente con il modello bolognese di Giunta Pisano, di cui rispetta i canoni iconografici, compositivi e stilistici bizantini (schematizzazione anatomica, astrazione delle pieghe). Le differenze sono significative: il livello espressivo è più intenso, l'incarnato è più pastoso con sfumature più delicate tra luce e ombra, la muscolatura è più ampia e irregolare con lumeggiature che enfatizzano costole e torace. Anche le pieghe del panneggio si fanno in alcuni tratti più naturali. La scelta cromatica vede prevalere il rosso brillante dello sfondo, della tunica di san Giovanni e del panneggio.