Nato a Colle di Val d'Elsa (Siena) tra il 1240 e il 1245, si formò con i Pisano a Siena. Realizzò il ritratto di Carlo I d'Angiò a Roma (1277), la Fontana Minore di Perugia, i cibori di San Paolo fuori le Mura e Santa Cecilia in Trastevere, il monumento funebre di Guillaume de Braye. Progettò il Palazzo Vecchio di Firenze e la cattedrale di Santa Maria del Fiore. Morì tra il 1302 e il 1310.
Innovazioni
ciborio gotico-classicheggiante
monumento funebre con figura giacente
architettura civile gotica fiorentina
progetto originario del duomo di Firenze
codifica del monumento funerario a catafalco addossato alla parete con baldacchino
uso di reperti classici integrati nella scultura gotica
Giotto di Bondone(influenza) — Le figure delle Storie di Isacco mostrano una derivazione dalla statuaria di Arnolfo di Cambio per la loro solida plasticità; anche il ciborio nell'Assisi nel Presepe di Greccio cita esplicitamente quelli arnolfiani romani.
Nicola Pisano(maestro e allievo) — Arnolfo di Cambio si forma a fianco dei Pisano nel cantiere della cattedrale senese, assimilando sia il classicismo di Nicola sia le novità gotiche di Giovanni.
Tarda Antichità(rielaborazione) — Arnolfo di Cambio si ispira alla solennità della statuaria tardoantica nei ritratti monumentali come Carlo I d'Angiò, richiamando i ritratti di Costantino.
Cattedrale di Santa Maria del Fiore(autore) — Arnolfo di Cambio progetta il progetto originario della cattedrale di Santa Maria del Fiore (avviato l'8 settembre 1296), poi modificato da Francesco Talenti a partire dal 1366-1367.
Pietro Cavallini(contaminazione) — La compresenza di Cavallini e Arnolfo di Cambio nel cantiere di Santa Cecilia in Trastevere (ciborio + affreschi, entro il 1293) è stata interpretata come possibile scambio di influenze tra i due artisti.
Cimabue(influenza) — Arnolfo di Cambio si forma nella bottega di Nicola Pisano prima di sviluppare il proprio linguaggio autonomo che fonde classicismo, goticismo e arte medievale romana.
Basilica di Santa Croce(autore) — Il progetto iniziale di Santa Croce è attribuito ad Arnolfo di Cambio, a cui è ascritta soprattutto la zona absidale.
Affreschi della cappella del Sancta Sanctorum(influenza) — La solidità plastica delle figure del Sancta Sanctorum è stata messa in relazione con la scultura di Arnolfo di Cambio, attivo a Roma negli stessi anni.
Il presepe di Greccio(influenza) — Il ciborio sopra l'altare riprende quelli marmorei che Arnolfo aveva eseguito a Roma: è uno dei segni del legame del ciclo di Assisi con la cultura artistica romana del tempo.