Periodo che va dalla riforma dioclezianea alla caduta dell'impero romano d'Occidente. Si caratterizza per la policentricità del potere imperiale, la progressiva cristianizzazione dello stato e la compresenza di modelli artistici romani, orientali e cristiani.
Contesto storico
Diocleziano (284-305) reorganizza l'impero con la tetrarchia. Costantino (306-337) emana l'editto di tolleranza nel 313, segnando la fine delle persecuzioni anticristiane. Teodosio (379-395) sancisce la piena cristianizzazione dell'impero, dividendolo poi tra i figli Arcadio e Onorio.
Deposizione di Cristo dalla croce(rielaborazione) — Antelami riprende dai sarcofagi tardoantichi lo schema della composizione e motivi come le vittorie alate, i ritratti entro medaglioni e i girali d'acanto.
Arnolfo di Cambio(rielaborazione) — Arnolfo di Cambio si ispira alla solennità della statuaria tardoantica nei ritratti monumentali come Carlo I d'Angiò, richiamando i ritratti di Costantino.
Età carolingia(rielaborazione) — La rinascenza carolingia persegue con ardore quasi filologico il recupero dei modelli tardoantichi, raggiungendo un livello di imitazione così preciso da creare problemi di datazione agli storici (es. Cattedra di Pietro).
Nicola Pisano(rielaborazione) — Nicola Pisano si forma nell'ambito della corte sveva di Federico II e riprende dalla scultura classica romana modelli iconografici diretti (la Vergine come Fedra del sarcofago di Ippolito, i Magi come Giove e Apollo).
Arte paleocristiana(evoluzione) — La tarda antichità genera l'arte paleocristiana: le strutture imperiali romane (basilica forense, mausoleo, aula absidata) vengono rielaborate per le esigenze della nuova religione cristiana.
Torhalle dell'abbazia di Lorsch(rielaborazione) — Il portico a tre fornici della Torhalle rilegge l'arco trionfale romano, mentre il paramento a formelle di pietra bianca e rossa si ispira agli schemi dell'opus sectile antico.