Attivo tra Roma e Napoli, al servizio di Carlo II d'Angiò intorno al 1308, Cavallini pratica con maestria mosaico e pittura a fresco. È considerato uno dei protagonisti della rivoluzione artistica nell'Italia centrale tra fine XIII e inizio XIV secolo, anticipando alcune delle novità giottesche.
Innovazioni
costruzione volumetrica solida dei personaggi
gradazioni chiaroscurali che costruiscono le ombre
architetture come elementi di definizione spaziale
panneggio ampio e classico che segue le forme anatomiche
effetti cangianti e colori brillanti nei drappeggi
Arnolfo di Cambio(contaminazione) — La compresenza di Cavallini e Arnolfo di Cambio nel cantiere di Santa Cecilia in Trastevere (ciborio + affreschi, entro il 1293) è stata interpretata come possibile scambio di influenze tra i due artisti.
Giotto di Bondone(influenza) — L'incontro con Cavallini a Roma indica a Giotto la via del recupero dei valori classici; la coesistenza dei due artisti nel cantiere di Santa Cecilia in Trastevere è stata studiata come possibile scambio di influenze.