Il XIV secolo italiano è dominato da Giotto e dalla sua rivoluzione naturalistica. La pittura si emancipa dai modelli bizantini puntando sulla volumetria, la profondità spaziale e l'espressività psicologica. L'arte giottesca si diffonde in tutta Italia, influenzando generazioni successive.
Il Trecento è segnato dalla cattività avignonese del papato (1313-1377), dalle signorie (Visconti a Milano, Angioini a Napoli), dalla crescita delle città-stato toscane. Giotto ottiene commissioni in tutta la penisola, dalla corte angioina napoletana ai Visconti milanesi.