Madonna con il Bambino e donatori (Madonna dei denti)

Vitale da Bologna · 1345 · Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini · Bologna

Madonna con il Bambino e donatori (Madonna dei denti), Vitale da Bologna Apri la scheda interattiva →

Tavola a tempera (155 × 73 cm) datata 1345 di Vitale da Bologna, il pittore più noto della città in quegli anni. Il soprannome si spiega con il luogo d'origine, un piccolo oratorio vicino a Sant'Apollonia di Mezzaratta: la martire Apollonia è invocata contro il mal di denti. Secondo l'iconografia tradizionale la Vergine siede in trono con il Bambino, e i donatori sono inginocchiati ai suoi piedi in proporzione gerarchica. Sul manto di Maria spiccano grifoni dorati, motivo raro; sotto si vedono un velo e un soggolo leggerissimi, e anche il Figlio indossa una tunica velata.

Analisi

La pittura emiliana del Trecento elabora una via propria, in cui la lezione di Giotto si incrocia con il Gotico francese, giunto a Bologna attraverso gli scambi fra lo Studio cittadino e l'ateneo parigino. Vitale degli Equi, documentato fra il 1330 e il 1359, ne è l'interprete principale, e questa tavola mostra come innesti spunti francesi su un impianto iconografico, compositivo e spaziale giottesco.

Il Bambino, vivace, guarda dritto verso chi osserva e con la destra afferra una ciocca dei capelli della madre; Maria sorride con tenerezza e si piega per sostenerne il peso con una sorta di hanchement, l'inflessione dei fianchi tipica delle miniature e soprattutto della scultura gotica francese. Di matrice transalpina è anche il linearismo: volti, colli, mani e profili sono delimitati da un contorno scuro.

Sono invece giotteschi la veduta frontale e la solida tridimensionalità del trono di marmo, e il realismo dei ritratti dei committenti, che sorridono guardando l'irrequietezza del Bambino; almeno il donatore di destra è con certezza un ritratto.

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