Ciclo di affreschi della cappella del Sancta Sanctorum, presso San Giovanni in Laterano a Roma, di cui papa Niccolò III (Giovanni Gaetano Orsini) commissiona la ricostruzione e la decorazione fra il 1277 e il 1280. Per la solennità del luogo è il più prestigioso fra i cicli pittorici romani del Duecento. Comprende scene di martirio di santi, il ritratto del pontefice che, fra i santi Pietro e Paolo, offre il modello della cappella (Niccolò III presenta Pietro e Paolo al modello del Sancta Sanctorum), e il Cristo in trono (cappella del Sancta Sanctorum).
Il ritratto papale e il Cristo in trono segnano una svolta di stile. Nella figura del pontefice colpisce il realismo accentuato, mentre nel seggio di Cristo emerge la ricerca di un volume e di uno spazio credibili. Sono queste qualità ad aver indotto la critica a chiamare in causa due artisti che in quel momento lavorano nella città, Cimabue e Arnolfo di Cambio, e a ipotizzare la mano di un Jacopo Torriti ancora giovane.
Pochi decenni prima, negli anni Quaranta del secolo, l'Aula Gotica dei Santi Quattro Coronati (Affreschi dell'Aula Gotica) era stata decorata con un programma allegorico di Mesi, Arti, Stagioni, Virtù e Vizi, dal racconto vivace: il confronto fa risaltare la novità volumetrica delle figure del Sancta Sanctorum.