Ciborio in marmo, porfido, mosaico e dorature, alto 13,20 metri, che Arnolfo di Cambio porta a termine nel 1285 sopra l'altare maggiore della basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma. Nell'iscrizione lo scultore ricorda di aver lavorato con un «socio», Pietro, la cui identità resta incerta. La struttura è una grande edicola: quattro colonne antiche di porfido con capitelli corinzi dorati reggono archi ogivali trilobati; nei pennacchi compaiono figure a bassorilievo su fondo di mosaico cosmatesco, agli angoli le statue dei santi Pietro, Paolo, Benedetto e Timoteo fra colonnine corinzie, in alto pinnacoli e una cuspide piramidale.
Analisi
Con quest'opera Arnolfo prende posizione su una questione aperta negli arredi liturgici del tempo: quanto spazio concedere alla scultura rispetto all'architettura. Lontano dalla soluzione dei pulpiti dei Pisano, cerca un equilibrio in cui è l'ossatura costruttiva a fissare i campi riservati alle figure; i rilievi e le statue vi si inseriscono con misura e assumono un ruolo soprattutto decorativo.
Il repertorio ornamentale dichiara apertamente il debito verso il Gotico rayonnant francese. Gli angeli e il largo reimpiego di marmi antichi rilavorati rivelano però un gusto antiquario, che conferisce al ciborio la dignità della citazione colta. Otto anni più tardi, nel Ciborio di Santa Cecilia in Trastevere, Arnolfo riprenderà lo stesso schema rendendolo più leggero e proporzionato.
Innovazioni
Ciborio pensato come architettura compiuta che assegna alla scultura spazi definiti
Innesto del repertorio del Gotico rayonnant su colonne e marmi antichi di reimpiego
Rapporto equilibrato fra struttura e rilievi, alternativo ai pulpiti dei Pisano
Gotico(rielaborazione) — Archi trilobati, pinnacoli e cuspide vengono dal repertorio del Gotico rayonnant francese, che Arnolfo combina con angeli e marmi antichi di reimpiego di gusto antiquario.
Ciborio di Santa Cecilia in Trastevere(evoluzione) — Otto anni dopo San Paolo, Arnolfo conserva lo schema dell'edicola su quattro colonne ma lo alleggerisce: archi più bassi e traforati, meno colonnine, cuspide e pinnacoli più misurati.
Pulpito del battistero di San Giovanni(contrasto) — Arnolfo, allievo di Nicola Pisano, si allontana dal modello del pulpito pisano: nel ciborio è la struttura architettonica a ordinare e contenere i rilievi, che diventano parte della decorazione.