Bottega di Arnolfo di Cambio

Scuola · 1277–1282 · Roma, Orvieto, Perugia, Lazio, Umbria

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Formatosi accanto a Nicola Pisano, Arnolfo di Cambio porta a Roma e in Umbria una scultura che unisce il senso del volume e della gravità antica a un impianto architettonico gotico. Le sue figure hanno corpi solidi e sintetici, ricavati per grandi masse, e sono sempre concepite in rapporto a una struttura che le contiene: cibori a tabernacolo su colonne, edicole funerarie, fontane. Nei monumenti sepolcrali mette a punto una macchina compiuta, che sovrappone il defunto disteso, gli angeli che scostano le cortine e la Vergine in trono, in un racconto unitario della morte e della salvezza. Nella bottega collaborano marmorari e mosaicisti romani, che rivestono le strutture di tarsie cosmatesche.

Contesto storico

Arnolfo lavora per i grandi committenti della Roma di fine Duecento: Carlo I d'Angiò, senatore della città, i cardinali della curia e le grandi basiliche romane, mentre a Perugia è il Comune a chiamarlo per la decorazione della fontana pubblica. In una città priva di un cantiere unitario, la sua attività si distribuisce fra arredi liturgici e monumenti privati commissionati dal clero e dall'aristocrazia.

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