Maestà di Santa Trinita

Cimabue · 1280-1290 · Gallerie degli Uffizi · Firenze

Maestà di Santa Trinita, Cimabue Apri la scheda interattiva →

Grande pala d'altare di Cimabue (385 x 223 cm) proveniente dal monastero della Congregazione vallombrosana di Santa Trinita a Firenze, oggi agli Uffizi. Raffigura la Vergine sorridente che mostra il Bambino ai fedeli, con otto angeli e quattro profeti (Geremia, Abramo, Davide, Isaia) ai piedi del trono. L'opera segna un passo decisivo verso il naturalismo: il trono è rappresentato con prospettiva empirica convergente verso l'asse centrale, con piani di profondità successivi che costruiscono uno spazio verosimile.

Analisi

La Maestà di Santa Trinita segna un avanzamento decisivo rispetto alla coeva Maestà del Louvre. Il trono, interpretato come vera architettura complessa e massiccia, è visto di fronte con lati scorciati in prospettiva empirica le cui linee convergono verso l'asse centrale. La disposizione dei piedi di angeli e Madonna su gradini diversi crea una successione di piani di profondità. Le espressioni sono dolci e soavi anziché ieratiche. Gli otto angeli inclinano le teste simmetricamente in direzioni diverse creando un effetto di movimento ondeggiante. L'intenso chiaroscuro nelle vesti degli angeli conferisce plasticità, pur in presenza di ricche lumeggiature e dorature volute dalla committenza.

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