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Monumentale pala d'altare di Giotto (325 x 204 cm), originariamente nella chiesa di Ognissanti a Firenze, oggi agli Uffizi. La Vergine siede su un trono con il Bambino benedicente; in primo piano due angeli inginocchiati offrono gigli e rose; altri due recano corona e pisside; sullo sfondo sante e santi. Tutte le linee di fuga del trono e gli sguardi degli astanti convergono sui due personaggi sacri. L'apparato decorativo del trono è gotico (losanghe, bifore, archetti trilobati, cuspidi), sostituendo i precedenti riferimenti cosmateschi romani. Colori luminosi e cangianti come nella cappella degli Scrovegni.
La Maestà d'Ognissanti segna il punto di passaggio dall'esperienza padovana agli ultimi decenni fiorentini di Giotto. La volumetria e la corporalità di Maria sono definite dall'intenso chiaroscuro dei panneggi e dalla disposizione prospettica del bordo d'oro del manto. Il trono marmoreo ha un convincente effetto illusionistico. L'apparato decorativo gotico ha completamente sostituito i riferimenti romani: losanghe, bifore, archetti trilobati, cuspidi caratterizzano il trono. I colori luminosi e cangianti richiamano gli affreschi della cappella degli Scrovegni.