San Francesco rinuncia ai beni paterni

Giotto di Bondone · 1290-1299 circa · Basilica di San Francesco, chiesa superiore · Assisi

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Riquadro delle Storie di san Francesco che Giotto affresca negli anni Novanta del Duecento nella chiesa superiore della basilica di Assisi. Il giovane Francesco, spogliatosi delle vesti, rinuncia pubblicamente all'eredità: il presule della città gli getta addosso il suo manto, e intanto il genitore, il mercante Pietro di Bernardone, accecato dall'ira, tenta di avventarsi sul figlio ma un funzionario del Comune lo blocca. La composizione è simmetrica: due edifici di invenzione fanno da fondale ai due gruppi contrapposti, i cittadini a sinistra e il santo con il clero a destra.

Analisi

I riquadri del ciclo sono stati dipinti seguendo l'ordine del racconto, a partire dalla giovinezza del santo: questo episodio appartiene quindi alla prima fase dei lavori, come il San Francesco dona il mantello a un cavaliere povero, che fu il primo riquadro eseguito. La folla si accalca stupita a sinistra; il torso e le braccia nudi di Francesco hanno un'evidenza realistica. Il vescovo, pur coprendolo, si volta verso i suoi chierici con aria preoccupata; il magistrato, riconoscibile dalla veste rossa foderata di pelliccia, trattiene Pietro con un gesto spontaneo, attento soprattutto all'ordine pubblico. Perfino i più piccoli partecipano: in basso a sinistra un fanciullo addita l'accaduto a un amico di minore età, che non sembra capire.

Mai prima di allora la pittura aveva raggiunto un simile realismo: i personaggi, dalla fisionomia studiata, possiedono uno spessore psicologico tale da dialogare fra loro con gesti eloquenti e sguardi intensi. Giotto di Bondone dispone inoltre i gruppi su piani diversi di profondità e cura con attenzione i dettagli delle vesti e dell'ambiente.

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