Giudizio Universale

Giotto di Bondone · 1305 circa · Cappella degli Scrovegni, controfacciata · Padova

Giudizio Universale, Giotto di Bondone Apri la scheda interattiva →

Grande affresco in controfacciata della cappella degli Scrovegni (1305 circa): in basso il paradiso con schiere ordinate di angeli e santi, e l'inferno con la figura di Lucifero e scene di torture realisticamente descritte. Il ritratto di Enrico Scrovegni in veste di donatore offre alla Vergine il modello della cappella. L'inferno è ispirato alla figura dell'Inferno del battistero di Firenze (Coppo di Marcovaldo). Il legame iconografico con la Commedia di Dante è discusso dalla critica.

Analisi

Il Giudizio Universale, con la sua posizione in controfacciata, è la prima visione che il fedele vede uscendo dalla cappella, un ammonimento sulla sorte dei reprobi. L'inferno è descritto con un realismo crudo e dettagliato: quattro fiumi di fuoco, diavoli che torturano i dannati in modi variegati, Giuda impiccato e sventrato. Tonsure e dettagli d'abbigliamento permettono di riconoscere religiosi e prelati tra i dannati. Il legame con la Commedia dantesca, suggerito dalla cronologia (Dante era a Padova nel 1306), è plausibile ma non dimostrabile.

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