Compianto su Cristo morto

Giotto di Bondone · 1303-1305 · Cappella degli Scrovegni · Padova

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Riquadro degli Affreschi della cappella degli Scrovegni a Padova, dipinto da Giotto di Bondone fra il 1303 e il 1305 su commissione di Enrico Scrovegni: è il culmine patetico del ciclo. Il cadavere di Gesù, disteso a terra, è circondato da due gruppi di persone in lutto. Maria Maddalena gli sostiene i piedi, san Giovanni Evangelista si protende in un gesto disperato, la Vergine gli regge il capo e lo abbraccia; davanti a tutti due donne rannicchiate voltano la schiena a chi guarda, e dietro alcune donne col capo coperto assistono sgomente. Sopra, nel cielo, angeli disperati.

Analisi

Le due figure di spalle in primo piano sono una soluzione senza precedenti per un soggetto di così alta sacralità. Alle spalle dei dolenti si alza un costone di pietra spoglio, senza vegetazione, dove solo un alberello morto accentua il senso di abbandono. Nel cielo gli angeli si abbandonano al dolore con gesti opposti: alcuni gettano indietro le braccia per volare più in fretta, altri le spingono avanti come per fermarsi e non vedere.

Tutto converge sull'abbraccio fra la madre e il figlio: la direzione dei volti e degli sguardi, la disposizione delle figure e la diagonale del crinale, che divide idealmente la sfera terrena da quella celeste e sottolinea come nella morte di Cristo si compia la sua natura umana. Giotto padroneggia ormai ogni sfumatura psicologica dell'espressione, e declina la disperazione in tutte le sue forme: lo strazio della Vergine, lo sconforto della Maddalena, lo slancio incredulo di san Giovanni.

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