Nato a Pieve di Cadore (1490 circa-1576), entra nella bottega dei Bellini dove conosce Giorgione. Porta a maturazione la pittura tonale e diventa il massimo protagonista dell'arte veneziana e uno degli artisti più famosi d'Europa, al servizio degli Asburgo. Muore di peste nel 1576 mentre stava dipingendo la Pietà.
Innovazioni
Maturazione e superamento del tonalismo verso una pittura più plastica e dinamica
Composizione diagonale che rompe con la tradizione della pala veneziana centrata
Pennellata sempre più materica e sciolta nell'ultimo periodo, presaga del Barocco
Giorgione(influenza) — Tiziano apprende la pittura tonale e i valori cromatici direttamente da Giorgione, con cui collabora al Fondaco dei Tedeschi (1508), portando poi quella lezione a maturazione con maggiore plasticità e dinamismo.
Lorenzo Lotto(contrasto) — La presenza totalizzante di Tiziano a Venezia costringe Lotto a operare in altri centri, in quanto il suo stile diretto e didascalico è irriducibile all'ideale laico e intellettuale della pittura lagunare.
Giovanni Bellini(maestro e allievo) — Tiziano completò alcune opere incompiute del Bellini e ne sviluppò ulteriormente l'uso del colore
Paolo Veronese(influenza) — Paolo Veronese riprende soluzioni compositive e tecniche riconducibili alla pittura di Tiziano.
Filippo II di Spagna(committenza) — Filippo II di Spagna eredita il rapporto privilegiato con Tiziano e gli commissiona almeno trenta dipinti, acquistando le opere che l'artista decide di inviargli.
Gentile Bellini(maestro e allievo) — Tiziano entra nella bottega di Gentile e Giovanni Bellini, dove apprende la tecnica cromatica veneziana.
Giorgione(collaborazione) — Giorgione e il giovane Tiziano decorano insieme a fresco la facciata del Fondaco dei Tedeschi nel 1508-1509.
Giorgione(influenza) — Il confronto tra le due Veneri mostra che Tiziano riprende la Venere dormiente di Giorgione e ne rielabora il tema secondo una nuova concezione della pittura.
Giorgione(rielaborazione) — Alla morte di Giorgione, Tiziano completa la Venere dormiente e più tardi rielabora lo stesso tema nella Venere di Urbino; il testo sottolinea la ripresa dell'iconografia del nudo femminile disteso.
Michelangelo Buonarroti(influenza) — Tiziano guarda ai modelli di Michelangelo: il testo riconosce nelle sue opere riprese michelangiolesche nelle torsioni delle figure e nella concitazione dei personaggi.
Giovan Girolamo Savoldo(influenza) — Savoldo si ispira alla pittura di Tiziano durante il periodo trascorso in Veneto.
Michelangelo Buonarroti(influenza) — Tiziano riprende modelli michelangioleschi, in particolare nelle torsioni delle figure e nella concitazione dei personaggi; il testo precisa che questi modelli sono conosciuti anche attraverso le incisioni.
Raffaello Sanzio(influenza) — Tiziano guarda ai modelli di Raffaello, riprendendone in particolare alcuni elementi compositivi e le figure degli angioletti.
Palma il Giovane(maestro e allievo) — La Pietà di Tiziano viene ultimata dall'allievo Palma il Giovane dopo la morte dell'artista.
Tintoretto(maestro e allievo) — Tintoretto sarebbe stato allievo di Tiziano; la critica moderna considera però questa attribuzione tradizionale con cautela.
El Greco(influenza) — La pittura di El Greco risente dell'esempio di Tiziano, incontrato durante gli anni trascorsi in Italia, in particolare nel soggiorno veneziano.
Juan Fernández de Navarrete(maestro e allievo) — Juan Fernández de Navarrete detto El Mudo si sarebbe formato in Italia presso Tiziano, secondo la tradizione riportata nel testo.
Gerolamo Romanino(influenza) — Accanto a Giorgione, Tiziano è l'altro modello veneziano che Romanino studia durante la formazione, reinterpretandone il colore in chiave popolare e anticlassica.