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Olio su tela di Tiziano (1518-1526, 478 × 266,3 cm), nella cappella Pesaro della basilica dei Frari a Venezia. Commissionata da Jacopo Pesaro, vescovo di Pafo, per celebrare la vittoria sui turchi nella battaglia di Santa Maura. La Vergine è decentrata sulla destra, con due gigantesche colonne che forano le nuvole. La composizione diagonale con la Vergine fuori asse è costruita su un punto di fuga esterno alla tavola, innovazione rivoluzionaria che verrà accolta come cesura definitiva rispetto alla tradizione.
La Pala Pesaro è considerata dai contemporanei una cesura definitiva rispetto alla tradizionale pala d'altare veneziana. La composizione diagonale con la Vergine decentrata crea uno scorcio spaziale perché l'opera è destinata all'altare della navata sinistra, posizione che impone una visione laterale. A destra si riconoscono Francesco d'Assisi e Antonio da Padova; al centro san Pietro si volge verso un uomo in armatura con il vessillo dei Pesaro e prigionieri turchi. La ricorrenza del rosso (veste della Madonna, manto di san Pietro, velluto del donatore) guida l'occhio dello spettatore. Tiziano si ispira a Michelangelo per l'avvitamento della Vergine e a Raffaello per gli angioletti.