Figlio di Carlo V, re di Spagna dal 1556, governò un impero su cui non tramontava mai il sole e fece della committenza artistica uno strumento di prestigio dinastico e di ortodossia religiosa. Fu il più importante mecenate di Tiziano, dal quale acquistò o commissionò almeno una trentina di dipinti, tra cui le poesie mitologiche come Danae, Venere e Adone e il Ratto di Europa, oltre a ritratti e opere devozionali. La sua impresa maggiore fu il monastero-palazzo di San Lorenzo dell'Escorial, presso Madrid, per il quale nel 1576 contrattò con Juan Fernández de Navarrete detto El Mudo trentadue pale d'altare, nel 1583 chiamò il genovese Luca Cambiaso e in seguito il lombardo Pellegrino Tibaldi, autore degli affreschi della biblioteca e del chiostro.
Tiziano Vecellio(committenza) — Filippo II di Spagna eredita il rapporto privilegiato con Tiziano e gli commissiona almeno trenta dipinti, acquistando le opere che l'artista decide di inviargli.
Juan Fernández de Navarrete(committenza) — Nel 1576 Filippo II commissiona trentadue pale d'altare a Juan Fernández de Navarrete detto El Mudo.
Luca Cambiaso(committenza) — Filippo II si rivolge a Luca Cambiaso per la decorazione dell'Escorial; nel 1583 l'artista giunge in Spagna e realizza la Gloria della Trinità.
Pellegrino Tibaldi(committenza) — Nella decorazione dell'Escorial Filippo II si rivolge anche a diversi artisti italiani, tra cui Pellegrino Tibaldi.