Pittore veneziano, figlio di un tintore di panni di seta. Formatosi vicino a Pordenone e al Manierismo centro-italiano. Dal 1539 a capo della propria bottega, ottiene commissioni dalle confraternite di San Marco e San Rocco. La sua pittura è caratterizzata da tensione drammatica, prospettiva obliqua, luci soprannaturali e grande spiritualità tormentata.
Innovazioni
prospettiva obliqua con punto di fuga fuori dal dipinto
fonti luminose soprannaturali
figure angeliche eteree
diagonali ascendenti e discendenti come struttura compositiva
Federico II Gonzaga(committenza) — Nel 1579 Federico II Gonzaga commissiona a Tintoretto le tele dette Fasti Gonzaghesi.
El Greco(influenza) — La pittura di El Greco risente dell'esempio di Tintoretto, tra i maestri veneziani studiati durante il soggiorno a Venezia.
Paolo Veronese(influenza) — Veronese dimostra di far tesoro di alcune soluzioni compositive di Tintoretto.
Tiziano Vecellio(maestro e allievo) — Tintoretto sarebbe stato allievo di Tiziano; la critica moderna considera però questa attribuzione tradizionale con cautela.
Michelangelo Buonarroti(influenza) — La pittura di Tintoretto recepisce modelli michelangioleschi nell’ambito della cultura manierista veneziana.
Pordenone(influenza) — La prima produzione di Tintoretto mostra una maggiore vicinanza ai modi di Pordenone e del Manierismo centro-italiano ed emiliano.