Miracolo del marito geloso

Tiziano Vecellio · 1511 · Scuola del Santo · Padova

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Affresco (340 × 207 cm) che Tiziano Vecellio esegue nel 1511 nella Scuola del Santo a Padova, dove la confraternita gli commissiona tre Miracoli di sant'Antonio all'interno di un ciclo affidato anche ad altri pittori veneti. Il soggetto è un delitto per gelosia: convinto del tradimento della sposa, un uomo la colpisce a morte; pentito, si rivolge ad Antonio, che la resuscita. Tiziano sposta l'invocazione a sant'Antonio sullo sfondo e dedica il primo piano all'omicidio, reso con un forte scorcio.

Analisi

Tiziano lavora a Padova nel 1511, mentre a Venezia infuria la peste di cui è appena morto Giorgione. Fra i tre affreschi eseguiti per la Scuola, questo si distingue per l'impianto nuovo e per l'intensità espressiva. In primo piano marito e moglie sono resi in forte scorcio: il punto di vista ravvicinato dà evidenza naturalistica alla furia dell'uomo e al corpo scomposto della donna, che, colpita, cerca di difendersi.

Per accentuare il pathos di quel gesto, il pittore stende uno strato d'intonaco più spesso in corrispondenza del braccio alzato della donna, che sporge così leggermente dalla superficie dell'affresco. La forza plastica dei corpi è messa al servizio di una vena narrativa attenta a cogliere il momento culminante dell'azione, un tratto che accompagnerà l'intera carriera del pittore cadorino.

Tiziano sa anche orientare lo sguardo di chi osserva: i colori vistosi della veste del marito permettono di riconoscerlo nell'episodio sullo sfondo, che altrimenti sarebbe difficile da leggere.

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