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Olio su tela (108,5 × 175 cm) iniziato da Giorgione su commissione di Girolamo Marcello in occasione del primo matrimonio, e completato da Tiziano dopo la morte di Giorgione nel 1510. Raffigura Venere addormentata in un paesaggio naturale aperto, con gli occhi chiusi e assoluta protagonista della scena. Segna una sorta di passaggio di consegne tra i due artisti e lancia l'iconografia del nudo femminile disteso che avrà enorme fortuna.
Nella Venere dormiente l'andamento arrotondato delle colline riprende le forme morbide del corpo della dea, determinando un'immagine unitaria e omogenea. L'opera è la prima grande formulazione del tema della Venere distesa: la dea pacificamente addormentata simboleggia la comunione tra bellezza e natura. Tiziano interviene probabilmente con l'aggiunta della massa scura dietro la testa, del drappo rosso e la riduzione del lenzuolo. Il soggetto mitico offre riparo dal rischio di accuse per oscenità, aprendo la via a una lunga tradizione del nudo femminile nella pittura.