Bresciano (1485 circa-1566 circa), elabora un'interpretazione personalissima del tonalismo veneto in chiave marcatamente espressiva e popolare, con influssi di Dürer. Attivo tra Brescia, Cremona, Trento e Pisogne.
Innovazioni
Linguaggio anticlassico ed espressivo al servizio della narrazione popolare
Rifiuto delle regole canoniche della costruzione spaziale
Pittura densa e materica con studio attento delle luci
Albrecht Dürer(influenza) — Romanino elabora un'interpretazione personale del tonalismo veneto anche a seguito del contatto con le opere di Dürer, come evidenzia il nido di rondini nella Cena in casa del fariseo, citazione düreriana.
Pordenone(influenza) — Pordenone subentra a Romanino nella decorazione del duomo di Cremona, condividendo con lui il realismo dei dettagli e il pathos, ma esasperandoli in un linguaggio ancora più violento e anticlassico.
Giorgione(influenza) — Nei viaggi a Venezia Romanino studia la pittura di Giorgione, da cui ricava le basi del tonalismo che poi rende più aspro ed espressivo.
Tiziano Vecellio(influenza) — Accanto a Giorgione, Tiziano è l'altro modello veneziano che Romanino studia durante la formazione, reinterpretandone il colore in chiave popolare e anticlassica.
Moretto(collaborazione) — Dal 1521 i due pittori bresciani decorano insieme la cappella del Santissimo Sacramento in San Giovanni Evangelista a Brescia: a Romanino tocca la parete sinistra, a Moretto quella destra.