Fase finale del Gotico che si diffonde dalla seconda metà del XIV ai primi decenni del XV secolo. Convive con l'avvio dell'Umanesimo e poi del Rinascimento, protraendosi in Europa centrale e settentrionale fino al XVI secolo. Caratterizzato da figure esili e slanciate, linea flessuosa, cromie luminose e grande attenzione al dettaglio.
Contesto storico
Il periodo è segnato dalla crisi del papato avignonese, dalle grandi epidemie di peste, dalla centralità delle corti principesche e dall'emergere della classe mercantile. L'arte risponde alle esigenze di rappresentatività e prestigio delle corti europee, sviluppando un linguaggio comune internazionale veicolato da rapporti diplomatici e commerciali.
Innovazioni
internazionalizzazione dello stile
attenzione al dettaglio naturalistico
sviluppo delle arti minori (miniatura, arazzo, oreficeria)
Umanesimo fiorentino(evoluzione) — L'eredità delle innovazioni stilistiche di Giotto (cielo azzurro, dettagli naturalistici, figure con volume fisico che agiscono in spazi illusionisticamente profondi) è il fondamento su cui si radica la rivoluzione artistica fiorentina del primo Quattrocento.
Jacopo della Quercia(rielaborazione) — La sensibilità tardogotica di Jacopo della Quercia si avverte in rapporto allo stile di Nicola e Giovanni Pisano, dei quali riprende la tradizione scultorea senese.
Scene di caccia al cervo e di pesca (Camera del Cervo)(influenza) — Le scene di caccia e pesca della Camera del Cervo si ispirano all'arte senese dei Lorenzetti (Effetti del Buon Governo a Siena), che l'autore deve aver ben presenti.
Rinascimento veneziano(evoluzione) — Passaggio dal Tardogotico al Rinascimento nell'architettura veneziana attraverso figure come i Lombardi e Codussi