Massimo esponente della pittura tardogotica in Italia, di origine pisana del padre ma veronese da parte di madre. Formato tra Verona e Venezia. Collaboratore e poi erede della bottega di Gentile da Fabriano. Lavora per i Gonzaga di Mantova e gli Este di Ferrara. Eccelle nei ritratti di profilo, nelle medaglie e nella rappresentazione degli animali.
Gentile da Fabriano(influenza) — Pisanello riprende da Gentile l'attenzione naturalistica alla rappresentazione degli animali, elevandola a elemento tipico della sua pittura.
Umanesimo fiorentino(contaminazione) — Alcuni studiosi pongono San Giorgio e la principessa dopo il contatto di Pisanello con Piero della Francesca a Ferrara (1449), per l'atmosfera sospesa e la geometria di alcune forme.
Gentile da Fabriano(maestro e allievo) — Pisanello diviene collaboratore di Gentile da Fabriano quando l'artista marchigiano giunge a Venezia, ne eredita la bottega e i committenti (Gonzaga, Este).
Alfonso d'Aragona(committenza) — Alfonso d'Aragona chiamò Pisanello alla sua corte tra il 1448 e il 1449 come medagalista ufficiale
Gentile da Fabriano(influenza) — Pisanello si indirizza verso l'arte di Gentile da Fabriano, del quale diviene collaboratore a Venezia; Gentile gli trasmette modelli stilistici e la bottega.
Matteo de' Pasti(maestro e allievo) — Matteo de' Pasti, attivo nel Tempio Malatestiano, è indicato come allievo di Pisanello.
Masolino da Panicale(influenza) — Il contatto con Pisanello nei cantieri romani lascia il segno su Masolino: le figure femminili del Banchetto di Erode a Castiglione Olona richiamano apertamente il pittore veronese.