Torneo-battaglia di Louverzep (ciclo arturiano di Mantova)

Pisanello · 1438-1442 · Palazzo Ducale, Corte Vecchia · Mantova

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Grande affresco della parete centrale della sala con il ciclo arturiano nella Corte Vecchia, poi inglobata nel complesso del Palazzo Ducale a Mantova, eseguito da Pisanello fra il 1438 e il 1442. La decorazione della sala, con le Storie di re Artù, gli era stata commissionata nel 1433 da Gianfrancesco Gonzaga, capitano del popolo, in vista della visita dell'imperatore Sigismondo di Lussemburgo, che quell'anno lo nomina marchese: nei cavalieri della Tavola Rotonda il signore riconosce il modello del proprio ingresso nella nobiltà feudale. Nella scena i cavalieri si affrontano davanti a Ginevra e Isotta per decidere chi debba continuare la ricerca del Graal.

Analisi

Il lavoro procede in due tempi. All'inizio Pisanello disegna su due muri, a sinopia, le imprese dei paladini, immerse in vasti scenari naturali dominati da una città fitta di torri e guglie, e scrive accanto a ciascun cavaliere il nome in eleganti lettere gotiche, secondo il gusto letterario della corte; per l'arrivo dell'imperatore il disegno è molto avanzato, ma resta incompiuto. Dopo aver affrescato la cappella Pellegrini a Verona (San Giorgio e la principessa), il pittore torna a Mantova nel 1438 per portare a termine l'impresa.

Nel Torneo i gruppi di figure si allineano l'uno accanto all'altro, in una composizione paratattica che guarda agli arazzi francesi e ai soggetti amati dalle corti europee. È qui che l'artista tocca la massima forza drammatica ed espressiva: accanto a dettagli crudi come i corpi dei caduti riversi a terra, la violenza della mischia convive con una grazia raffinatissima, affidata alla cura delle rifiniture, in parte realizzate con lamine metalliche sbalzate e applicate al muro, in parte in stucco modellato, dorato e dipinto.

Nel 1442 la Repubblica di Venezia, per contrasti politici con il marchese, obbliga Pisanello a rientrare, e il lavoro si interrompe per sempre. Pittura e disegno preparatorio, rimasti a metà, saranno riscoperti soltanto negli anni Sessanta del XX secolo.

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