San Giovanni a Carbonara

Scuola · 1414–1430 · Napoli, Campania

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Nella chiesa di San Giovanni a Carbonara si concentra la stagione più ambiziosa della scultura funeraria napoletana del primo Quattrocento, esito dell'incontro fra la tradizione locale, erede di Tino di Camaino, e le maestranze toscane e centro-italiane attirate dalla corte. Il tipo dominante è il sepolcro a parete sviluppato in altezza per registri sovrapposti: basamento con virtù e figure di corte, sarcofago con il defunto giacente, baldacchino e coronamento, fino alla statua equestre del sovrano che chiude la macchina architettonica. Il linguaggio resta gotico nel gusto per la decorazione minuta e per le figure allungate, ma la scala monumentale e la ricerca di somiglianza nei ritratti annunciano una nuova concezione celebrativa del monumento. Il nome esteso della scuola nel catalogo era «Monumenti funebri tardogotici napoletani (San Giovanni a Carbonara)».

Contesto storico

La committenza è quella della dinastia angioino-durazzesca e dell'aristocrazia di seggio che le gravita attorno: la regina Giovanna II fa erigere il sepolcro del fratello Ladislao, mentre i grandi ufficiali del regno commissionano per sé cappelle e tombe nella stessa chiesa. Il monumento funebre diventa così uno strumento di legittimazione dinastica e di affermazione del rango familiare.

Innovazioni

Opere