Maggiore pittore lombardo del tardogotico, direttore del cantiere del duomo di Milano dal 1401. Formatosi a contatto con le esperienze francesi e borgognone, sviluppa un stile riconoscibile in tutta Europa come 'Ouvrage de Lombardie'. Attivo anche a Venezia (1404-1417) dove lavora probabilmente con Gentile da Fabriano.
Innovazioni
stile 'Ouvrage de Lombardie' diffuso in tutta Europa
fondo oro e pastiglia di gesso dorata
linea sinuosa che dissolve la fisicità delle figure
Bonifacio Bembo(influenza) — Bembo eredita dalla tradizione di Michelino e degli Zavattari le figure esili e slanciate, la linea mossa e flessuosa e le cromie morbide e luminose.
Giovannino de' Grassi(influenza) — Michelino da Besozzo si forma nel cantiere del duomo di Milano a contatto con Giovannino de' Grassi, dal quale apprende la tradizione miniaturistica lombarda.
Stefano da Verona(influenza) — Stefano da Verona riceve la prima formazione a fianco di Michelino da Besozzo; numerose consonanze stilistiche tra i due, al punto che l'attribuzione della Madonna del roseto oscilla tra loro.
Gentile da Fabriano(contaminazione) — Durante il lungo soggiorno veneziano (1404-1417) Michelino da Besozzo lavora probabilmente a fianco di Gentile da Fabriano nel Palazzo Ducale, influenzando reciprocamente i propri stili.
Famiglia Zavattari(influenza) — La famiglia Zavattari riprende le atmosfere eleganti, le figure quasi senza peso e i colori tenui dello stile di Michelino da Besozzo.
Polittico di Valle Romita(influenza) — Le affinità con la pittura di Michelino da Besozzo, frequentato da Gentile a Venezia, sono l'argomento principale per collocare il polittico negli anni lagunari.