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Nel primo decennio del Quattrocento Gentile da Fabriano realizza quest'opera in più pannelli, alta 280 cm e larga 250, a tempera con fondi d'oro, oggi custodita a Milano nella Pinacoteca di Brera. Il destinatario è la comunità dei francescani osservanti di Valdisasso, un eremo nei dintorni di Fabriano. Si tratta della prova più alta degli anni giovanili dell'artista (1375 circa-1427); dei suoi inizi si sa poco, ma si ipotizza un apprendistato vicino ai lombardi Michelino da Besozzo e Giovannino de' Grassi; alcuni studiosi pensano a un soggiorno presso lo scriptorium del castello visconteo di Pavia. Nel 1405 è documentato a Venezia, ed è probabile che l'opera sia stata dipinta proprio in laguna.
La datazione alla stagione veneziana si fonda sulle affinità con le opere di Michelino da Besozzo, che Gentile frequenta mentre lavora alla decorazione di Palazzo Ducale. Le tinte sono applicate con pennellate brevissime e accostate, che rendono le superfici soffici e quasi palpitanti: un risultato senza precedenti.
I santi, dai lineamenti delicati, hanno la grazia raffinata di cortigiani: si guardino la Maddalena e Gerolamo, chiusi in ampi manti vermigli bordati di pelliccia. Il prato fiorito, descritto fiore per fiore, rivela il legame con la tradizione della miniatura. Più tardi, a Firenze, Gentile dipingerà l'Adorazione dei Magi.