Pittore originario di Borgo Sansepolcro, si forma a Firenze nella bottega di Domenico Veneziano dal 1439. Lavora a Sansepolcro, Ferrara, Rimini, Arezzo, Roma e Urbino al servizio di Federico da Montefeltro. Autore di tre trattati matematico-geometrici: Trattato d'Abaco, De prospectiva pingendi e Libellus de quinque corporibus regularibus.
Innovazioni
luce zenitale di mezzogiorno che annulla le ombre
monumentalità geometrizzante delle figure
integrazione rigorosa tra matematica e pittura
codificazione della prospettiva in termini matematici
Leon Battista Alberti(influenza) — Piero incontra Alberti a Rimini e trova nei suoi trattati il sostegno teorico alla propria visione della realtà come massa e volume e alla costruzione prospettica matematica, come mostra il San Sigismondo del Tempio Malatestiano.
Domenico Veneziano(maestro e allievo) — Piero della Francesca frequenta la bottega di Domenico Veneziano a Firenze dal 1439, ereditandone la particolare sensibilità per il dato luministico.
Ars nova fiammingo-borgognona(contaminazione) — Piero della Francesca conosce l'arte fiamminga a Ferrara prima del 1450, assorbendo la descrizione minuziosa del paesaggio e dei dettagli naturali e la lucidità descrittiva che caratterizzano la sua produzione matura.
Masaccio(influenza) — Piero della Francesca a Firenze studia le opere di Masaccio, da cui deriva il plasticismo essenziale, la monumentalità delle figure e la costruzione prospettica dello spazio.
Andrea Mantegna(rielaborazione) — La Pala di Brera è citata come emblema di perfezione rinascimentale nella composizione simmetrica, confrontata con il sospeso classico-cristiano della Pala di San Zeno
Francesco Laurana(influenza) — Probabile ispirazione per la stilizzazione geometrica e i volumi puri dei busti-ritratto
Antonello da Messina(influenza) — Dopo il viaggio a Roma del 1459, le figure di Antonello assumono una saldezza volumetrica e monumentale dipendente dalla lezione di Piero della Francesca.
Giovanni Bellini(influenza) — Bellini aveva appreso la luce prospettica dall'arte di Piero della Francesca
Giovanni Bellini(rielaborazione) — La Pala di San Zaccaria riprende soluzioni compositive dal Trittico di Piero della Francesca
Pietro Perugino(influenza) — Negli anni della formazione umbra Perugino guarda, sia pure indirettamente, alla pittura chiara e luminosa di Piero della Francesca.