Architetto e teorico dell'arte, autore di trattati fondamentali (De pictura, De re aedificatoria, De statua) che diffondono i principi del rinnovamento artistico fiorentino. Nasce a Genova da famiglia fiorentina esiliata, si forma a Padova e Bologna, nel 1431 giunge a Roma. Lavora su commissione di Giovanni Rucellai a Firenze, poi a Rimini e Mantova.
Innovazioni
De pictura: prima trattazione teorica della prospettiva lineare
De re aedificatoria: riforma della trattistica architettonica
architettura modulare e basata su canoni proporzionali
facciata bipartita a registri separati
recupero della classicità non come copia ma come rielaborazione
unificazione dello spazio ecclesiastico con navata unica e cappelle laterali
ordine gigante
volta a botte a lacunari in sostituzione delle coperture lignee
Filippo Brunelleschi(influenza) — Alberti riprende dalla scoperta brunelleschiana della prospettiva lineare il punto di partenza per il suo trattato De pictura (1435) e rielabora la pianta centrale a croce greca introdotta da Brunelleschi nella chiesa di San Sebastiano a Mantova.
Piero della Francesca(influenza) — Piero incontra Alberti a Rimini e trova nei suoi trattati il sostegno teorico alla propria visione della realtà come massa e volume e alla costruzione prospettica matematica, come mostra il San Sigismondo del Tempio Malatestiano.
Luciano Laurana(influenza) — Luciano Laurana conosce l'architettura di Alberti a Mantova nel 1465, prima di arrivare a Urbino, dove applica i modelli albertiani e fiorentini per il cortile del Palazzo Ducale.
Andrea Mantegna(influenza) — Influenza teorica e pratica sull'uso della prospettiva e sull'integrazione tra pittura e architettura, visibile nella struttura spaziale della Camera degli Sposi.
Antonello da Messina(influenza) — L'arcone in primo piano del San Gerolamo è ispirato forse ai modelli fiamminghi di Alberti
Mauro Codussi(influenza) — L'architettura di Codussi, specialmente nella chiesa di San Michele in Isola, mostra l'influsso diretto di Alberti e del progetto del Tempio Malatestiano
Filarete(contrasto) — Il trattato di Filarete differisce da quello di Alberti (scritto circa dieci anni prima) perché non considera caratteri topografici del luogo prescelto, ma impone lo sviluppo della città su dati di natura astronomica e simbolica, mentre Alberti si basa su rapporti armonici ed estetici naturali.
Filarete(evoluzione) — Il trattato filaretiano rappresenta un'evoluzione/alternativa rispetto alla trattatistica albertiana, introducendo elementi di urbanistica simbolica e astronomica nella progettazione delle città ideali.
Giovanni Antonio Amadeo(influenza) — L'Amadeo si ispira ai principi albertiani di armonia geometrica e proporzioni classiche nella progettazione della cappella
Bernardo Rossellino(collaborazione) — Bernardo Rossellino probabilmente lavora accanto a Leon Battista Alberti nel cantiere di Palazzo Rucellai.
Bernardo Rossellino(influenza) — Bernardo Rossellino subisce soprattutto l'influenza di Leon Battista Alberti e probabilmente lavora con lui nel cantiere di Palazzo Rucellai.
Filippo Brunelleschi(influenza) — Alberti formalizza nel De pictura i principi matematico-geometrici della prospettiva lineare applicati da Brunelleschi, contribuendone alla diffusione.
Ludovico III Gonzaga(committenza) — Ludovico Gonzaga coinvolge Leon Battista Alberti nei principali cantieri mantovani, tra cui San Sebastiano e Sant'Andrea.
Sismondo Pandolfo Malatesta(committenza) — Sigismondo Pandolfo Malatesta coinvolge Leon Battista Alberti nella trasformazione della chiesa di San Francesco di Rimini nel Tempio Malatestiano.
Luca Fancelli(collaborazione) — A Mantova Fancelli è il principale collaboratore di Alberti e, dopo la sua morte, porta avanti il cantiere di Sant'Andrea nel rispetto del progetto.
Storie di santo Stefano e san Lorenzo (Cappella Niccolina)(influenza) — Gli edifici che fanno da scena alle storie di Stefano e Lorenzo mostrano che Beato Angelico, a Roma, guarda alle idee architettoniche di Alberti oltre che ai monumenti antichi.
San Sigismondo e Sigismondo Pandolfo Malatesta(influenza) — A Rimini, dove Alberti dirige il cantiere del Tempio, Piero ne condivide la visione dello spazio: volumi misurati, equilibrio fra pieni e vuoti e scene sgombre.