La scuola senese del Trecento si distingue per la raffinata eleganza lineare, la ricchezza cromatica con largo uso dell'oro e dei pigmenti preziosi (lapislazzulo), e per una definizione bidimensionale delle figure in contrasto con il plasticismo giottesco. Duccio, Simone Martini e i Lorenzetti ne sono i massimi esponenti.
Siena è acerrima nemica di Firenze: nonostante l'ostilità fra i due Comuni, le scuole pittoriche senese e fiorentina comunicano tra loro. Il Governo dei Nove, organo politico borghese, è il principale committente delle opere pubbliche senesi.