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Affresco (232 × 327 cm) datato 1310-1319, con cui Pietro Lorenzetti debutta: fa parte delle Storie della Passione che il pittore senese dipinge ad Assisi, nella Chiesa inferiore di San Francesco, sulle pareti del transetto di sinistra, in relazione alla cappella del cardinale Napoleone Orsini Frangipani. È fra le scene di maggiore rilievo del ciclo. Sul fondo scuro si staglia il cadavere di Gesù, dal colore livido: mentre lo si depone, la Madre lo stringe baciandogli i capelli, circondata dalle altre donne in lutto.
Pietro e il fratello Ambrogio sono i più «fiorentini» fra i pittori senesi del Trecento: pur formatosi forse con Duccio di Buoninsegna, Pietro guarda a Giotto per il volume e la plasticità delle figure. La Chiesa inferiore di San Francesco, dove lavora la bottega giottesca, è il luogo ideale per questo confronto.
Tutta la scena ruota attorno al busto di Cristo, piegato in modo innaturale: quella curvatura si propaga alle due Marie, di Cleofa e Maddalena, chine sulle mani e sui piedi del morto per baciarli, e a Nicodemo, intento a sfilare con le tenaglie il chiodo. I corpi, pesanti e plastici, sembrano spinti verso terra dal peso del cadavere e ancor più dal dolore. I volti esprimono una sofferenza profonda, ma non raggiungono la finezza di caratterizzazione di Giotto e di Simone Martini.
Il confronto con la Deposizione di Cristo dalla croce di Pietro da Rimini, che presenta forti affinità con questa scena, ha fatto pensare che il pittore riminese abbia lavorato nel cantiere di Assisi in quegli anni.