Tradizione artistica dell'Impero romano d'Oriente con capitale Costantinopoli, caratterizzata da frontalità, ieraticità, fondo oro, mosaici policromi e iconografie codificate come il Cristo Pantocratore.
Contesto storico
Bisanzio sopravvive alla caduta dell'Impero romano d'Occidente (476) mantenendo viva una tradizione classica rielaborata in chiave cristiana. La sua influenza artistica si irradia in tutto il Mediterraneo orientale e raggiunge l'Italia meridionale, Venezia e la Sicilia normanna.
Berlinghiero Berlinghieri(rielaborazione) — Berlinghiero Berlinghieri riprende e rielabora la maniera greca di tradizione byzantina nella pittura su tavola lucchese del XIII secolo, creando un linguaggio personale di grande qualità cromatica.
Cappella Palatina(contaminazione) — I mosaici della Cappella Palatina sono realizzati da maestranze costantinopolitane che portano in Sicilia il linguaggio iconografico e tecnico dell'arte musiva byzantina.
Età longobarda(influenza) — La civiltà bizantina influenza l'arte longobarda, particolarmente nella scultura decorativa in stucco e nella decorazione ad affresco, come si vede a Cividale e Benevento.
Storie della Genesi (cupoletta della Genesi, atrio di San Marco)(rielaborazione) — La cupoletta della Genesi riprende l'iconografia della Genesi Cotton, codice greco del V-VI secolo, ed è eseguita da mosaicisti venuti da Costantinopoli per aggiornare le maestranze veneziane.
Basilica di San Marco(rielaborazione) — La basilica di San Marco riprende la pianta a croce greca con cinque cupole della chiesa dei Santi Apostoli di Costantinopoli, adattando il modello byzantino alla funzione di cappella ducale veneziana.
Giudizio Universale e ciclo pittorico della chiesa di Sant'Angelo in Formis(rielaborazione) — Gli affreschi di Sant'Angelo in Formis, commissionati da Desiderio di Montecassino, sono fortemente influenzati dall'arte byzantina: frontalità, occhi grandi, vesti pieghettate secondo schemi convenzionali.
Cattedrale di San Ciriaco(influenza) — Ancona, legata a Bisanzio dai commerci, adotta per la sua cattedrale una variante della pianta a croce greca e una cupola su tamburo di tradizione orientale.
Madonna dagli occhi di vetro(rielaborazione) — Arnolfo parte dallo schema frontale e solenne delle maestà bizantine, ma lo riempie di un corpo pieno e di gesti affettuosi presi dalla scultura romana.
Cupola dell'Ascensione (Basilica di San Marco)(influenza) — La cupola si deve a maestranze greche e ne rivela il linguaggio: linee vibranti, pieghe fitte e agitate, colori squillanti su fondo oro.