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Il ciclo di affreschi della chiesa abbaziale di Sant'Angelo in Formis (1072-1086), commissionato dall'abate Desiderio di Montecassino, è uno dei maggiori esempi della pittura romanica italiana a influenza bizantina. Programma iconografico: ciclo neotestamentario nella navata centrale, ciclo veterotestamentario nelle navate laterali, Cristo benedicente nel catino absidale, Giudizio Universale nella controfacciata. Gli anonimi pittori greci, formati dalla cultura byzantina dei maestri del monastero cassinese, sviluppano un linguaggio pittoricamente efficace per la narrazione escatologica: caratterizzazione vivace dei personaggi, variazione delle pose, colori fortemente contrastanti. Didascalia fig. 134.
Sant'Angelo in Formis è il documento più importante della pittura romanica meridionale a base byzantina. Il programma iconografico ideato da Desiderio si ispira a schemi simili a Torcello. La sintesi tra modelli greci e innovazioni del linguaggio pittorico romano-cassinese genera un idioma narrativo efficace: le figure sono caratterizzate in relazione alle azioni che compiono, con espressioni vivaci e variazione delle pose tipicamente romaniche.