La basilica di San Marco a Venezia, avviata nel 1063 per volere del doge Domenico Contarini, è modellata sulla chiesa dei Santi Apostoli di Costantinopoli e funge da cappella ducale per le reliquie di san Marco. Presenta pianta a croce greca con cinque cupole, interpolazioni romaniche (suddivisione in navate, presbiterio sopraelevato sulla cripta) nell'impianto bizantino. Le trasformazioni del XIII secolo arricchiscono la facciata con mosaici, bassorilievi e spolia da Costantinopoli.
Analisi
La basilica marciana è il monumento più emblematico del Romanico veneto per la sua posizione oscillante tra Oriente e Occidente. L'impianto riprende la chiesa dei Santi Apostoli costantinopolitana, mausoleo imperiale, per sottolineare il rango di Venezia nel Mediterraneo. Le interpolazioni romaniche (navate separate da colonnati, presbiterio sopraelevato) introducono gerarchizzazione degli spazi estranea al modello bizantino. L'apparato musivo del XIII secolo riverbera la luce creando effetti di immaterialità ben lontani dagli obiettivi dell'architettura romanica. La facciata con timpani ad archi arabi, terrazza con archi ciechi 'padani', e la quadriga bronzea dall'ippodromo di Costantinopoli sintetizza la vocazione eclettica della repubblica veneziana.
Innovazioni
fusione di modello bizantino e interpolazioni romaniche
Arte bizantina(rielaborazione) — La basilica di San Marco riprende la pianta a croce greca con cinque cupole della chiesa dei Santi Apostoli di Costantinopoli, adattando il modello byzantino alla funzione di cappella ducale veneziana.
Palazzo Ducale (facciata meridionale)(rielaborazione) — Il profilo mosso del coronamento, con merli e pinnacoli, guarda alle linee sinuose e orientaleggianti della facciata marciana, alle spalle del palazzo.