Basilica di San Marco

1063-1094 (consacrazione altare 1098), trasformazioni XIII-XIV sec. · Piazza San Marco · Venezia

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La basilica di San Marco a Venezia, avviata nel 1063 per volere del doge Domenico Contarini, è modellata sulla chiesa dei Santi Apostoli di Costantinopoli e funge da cappella ducale per le reliquie di san Marco. Presenta pianta a croce greca con cinque cupole, interpolazioni romaniche (suddivisione in navate, presbiterio sopraelevato sulla cripta) nell'impianto bizantino. Le trasformazioni del XIII secolo arricchiscono la facciata con mosaici, bassorilievi e spolia da Costantinopoli.

Analisi

La basilica marciana è il monumento più emblematico del Romanico veneto per la sua posizione oscillante tra Oriente e Occidente. L'impianto riprende la chiesa dei Santi Apostoli costantinopolitana, mausoleo imperiale, per sottolineare il rango di Venezia nel Mediterraneo. Le interpolazioni romaniche (navate separate da colonnati, presbiterio sopraelevato) introducono gerarchizzazione degli spazi estranea al modello bizantino. L'apparato musivo del XIII secolo riverbera la luce creando effetti di immaterialità ben lontani dagli obiettivi dell'architettura romanica. La facciata con timpani ad archi arabi, terrazza con archi ciechi 'padani', e la quadriga bronzea dall'ippodromo di Costantinopoli sintetizza la vocazione eclettica della repubblica veneziana.

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