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Mosaico della cupoletta della Genesi nell'atrio della Basilica di San Marco a Venezia, eseguito nel secondo-terzo decennio del XIII secolo. Come modello iconografico i mosaicisti adottano le illustrazioni di un manoscritto greco del V-VI secolo, noto come Genesi Cotton, che nel 1731 le fiamme hanno quasi cancellato. Gli episodi, ventisei in tutto, corrono lungo tre anelli uno dentro l'altro: si comincia al vertice con l'origine del mondo e si scende, anello dopo anello, fino alla storia dei progenitori, dalla creazione di Eva dal fianco di Adamo all'espulsione dall'Eden.
Il legame con la Genesi Cotton è documentato dai pochi frammenti sopravvissuti all'incendio e dalle copie ad acquerello di alcune miniature: i mosaici marciani ne seguono fedelmente il ciclo illustrativo. L'esecuzione spetta con certezza a mosaicisti bizantini fatti venire da Costantinopoli, con il compito di aggiornare nella tecnica del mosaico le maestranze venete.
Le figure si modellano sui mosaici bizantini dello stesso periodo: contorni netti, chiaroscuro quasi assente. Eppure il fitto linearismo delle pieghe e le pose di scorcio riescono a suggerire il volume dei corpi, e rivelano un gusto pittorico di matrice occidentale. È un equilibrio tipico della cultura figurativa lagunare, in cui la lezione bizantina convive con le novità dell'Occidente.