Pittore ferrarese, i primi lavori documentati risalgono al 1450 circa. Si trasferì a Padova e Venezia (1450-1456) dove entrò in contatto con l'opera di Donatello, Mantegna e Squarcione. Tornò a Ferrara iniziando una fortunata carriera come pittore di corte. Mostra padronanza della tecnica a olio acquisita a Venezia senza ipotizzare uno spostamento fino alle Fiandre. I legami con il modello nordico sono riconoscibili nei paesaggi calligrafici, nel nitore dei dettagli e nelle scelte iconografiche.
Angelo Maccagnino(influenza) — Maccagnino subì l'influenza stilistica di Cosmè Tura, pur mantenendo modi ancora tardo-gotici.
Donatello(influenza) — Tura entra in contatto con l'opera di Donatello durante il soggiorno veneziano (1450-1456)
Scuola ferrarese(maestro e allievo) — Tura come principale esponente della scuola pittorica ferrarese del XV secolo
Francesco del Cossa(maestro e allievo) — Francesco del Cossa condivide con Cosmè Tura la fantastica inventiva e la propensione per le scene decorative e aneddotiche, ma ne evita la tensione emotiva
Ercole de' Roberti(influenza) — Le suggestioni di Cosmè Tura sono presenti nell'opera matura di Ercole de' Roberti.
Ercole de' Roberti(maestro e allievo) — Ercole de' Roberti fu allievo di Cosmè Tura nell'ambito dell'officina ferrarese
Maestro degli Occhi Spalancati(maestro e allievo) — L'officina ferrarese diretta da Cosmè Tura comprendeva artisti come il Maestro degli Occhi Spalancanti, che lavoravano sotto la sua direzione al progetto iconografico unitario
Gentile da Fabriano(influenza) — La fama della decorazione di Gentile da Fabriano a Brescia è tale che il duca di Ferrara invia Cosmè Tura a studiarla.
Andrea Mantegna(influenza) — Influenza della cultura padovana e della prospezione spaziale di Mantegna sull'opera di Tura, visibile nella sapienza antiquaria e nella ricerca di profondità spaziale nelle ante dell'organo. Tura entra in contatto con l'opera di Mantegna durante il soggiorno veneziano (1450-1456).
Francesco Squarcione(maestro e allievo) — Tura entra in contatto con Squarcione durante il soggiorno veneziano (1450-1456)