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Affresco (340 × 550 cm) eseguito da Pietro Perugino tra il 1481 e il 1482 sulla parete nord della cappella Sistina, interamente di sua mano, su commissione di Sisto IV della Rovere. Il pittore condensa in un solo spazio tre momenti evangelici: lontano, sulla piazza, il tributo pagato a Cesare e Cristo minacciato di lapidazione; davanti, il gesto con cui Gesù affida a Pietro le chiavi del cielo e della terra, investendolo dell'autorità religiosa e politica sulla Chiesa. Il punto di vista rialzato permette di dominare l'intera piazza lastricata, delimitata da due archi di trionfo e, al centro, da un edificio a pianta centrale che allude al Tempio di Gerusalemme e si corona di una cupola di memoria pantheonica.
La decorazione delle pareti della Interno della cappella Sistina comincia probabilmente nel 1480 proprio con Perugino, che parte dalla parete di fondo; presto lo affiancano Cosimo Rosselli, Sandro Botticelli e Domenico Ghirlandaio, inviati a Roma da Lorenzo de' Medici (il Magnifico). Della sua équipe fanno parte, fra gli altri, Luca Signorelli e Pinturicchio; a Perugino spettano, oltre a tre riquadri delle pareti lunghe, le effigi dei pontefici Antero e Fabiano. Il ciclo, concluso nel 1483, esalta la storia della Chiesa e la missione di guida che Cristo le ha affidato; il 15 agosto di quell'anno la cappella è consacrata alla Vergine Assunta.
La solennità dell'evento nasce dalla composizione: gli apostoli e i personaggi del seguito si dispongono in due grandi gruppi simmetrici, con pose aristocratiche e panneggi dalle pieghe profonde. Anche altri affreschi del ciclo sono ambientati fra monumenti dell'Urbe: il papa della Rovere voleva che Roma e la Chiesa apparissero come una cosa sola.
Di fronte, sulla parete opposta, la Punizione dei ribelli mostra il castigo di chi aveva negato l'autorità di Mosè e di Aronne: le due scene si rispondono come l'investitura del potere papale e l'ammonimento a chi osa contestarlo.