Unico artista della bottega raffaellesca nato a Roma, eredita il linguaggio del maestro dopo la sua morte nel 1520. Si trasferisce a Mantova nel 1524 al servizio di Federico Gonzaga, dove diventa prefetto generale delle fabbriche e trasforma il volto della città.
Innovazioni
Rielaborazione anticlassica dell'architettura (triglifi scivolanti di Palazzo Te)
Uso dell'illusionismo totale nella Camera dei Giganti
Stile narrativo epico e drammatico nelle scene di massa
Fusione di raffinato classicismo e anticlassicismo provocatorio
Manierismo(evoluzione) — Giulio Romano, attraverso le soluzioni del Palazzo Te e della Camera dei Giganti, è uno dei principali artefici della transizione dal classicismo raffaellesco al Manierismo.
Sala di Costantino (ciclo)(rielaborazione) — Giulio Romano completa la Sala di Costantino dopo la morte di Raffaello seguendo i cartoni del maestro ma introducendo il proprio stile più drammatico e anticlassico.
Raffaello Sanzio(maestro e allievo) — Giulio Romano è il principale collaboratore e allievo di Raffaello; alla morte del maestro completa la Sala di Costantino e porta la lezione raffaellesca verso il Manierismo.
Paolo Veronese(influenza) — La cultura figurativa di Paolo Veronese incorpora riferimenti a Giulio Romano.
Raffaello Sanzio(maestro e allievo) — Giulio Romano è uno dei principali allievi di Raffaello e lavora al suo fianco nella decorazione delle Stanze Vaticane.
Pietà(influenza) — La grande nicchia che incombe sulle figure della Pietà rivela che Tiziano conosce le architetture di Giulio Romano, pesanti e drammatiche.
Loggia di Psiche (ciclo: Il concilio degli dèi e il Banchetto nuziale)(collaborazione) — Con Raffaellino del Colle e Penni, Giulio Romano esegue quasi per intero le scene della Storia di Amore e Psiche su progetto di Raffaello, permettendo di finire la loggia in tempo per le nozze di Chigi.