Camera dei Giganti

Giulio Romano · 1532-1535 · Palazzo Te, Camera dei Giganti · Mantova

Camera dei Giganti, Giulio Romano Apri la scheda interattiva →

Decorazione completamente illusionistica che ricopre interamente pareti e volta senza soluzione di continuità. Sul soffitto a calotta Giove scaglia i fulmini contro i giganti (omaggio a Carlo V). Le pareti mostrano la caduta dei giganti travolti dal crollo di palazzi e montagne mentre cercano di dare l'assalto all'Olimpo. L'assenza di angoli tra le pareti, il pavimento a mosaico leggermente concavo e la composizione a vortice proiettano l'osservatore in uno spazio illusionistico totale, 'quasi che sia tutto il mondo sottosopra' (Vasari).

Analisi

La Camera dei Giganti è la più estrema realizzazione dell'illusionismo totale nel Rinascimento. L'innovazione fondamentale è l'eliminazione di qualsiasi limite tra spazio reale e spazio dipinto: la pittura ricopre ogni superficie (pareti, volta, angoli smussati) senza soluzione di continuità, rendendo indistinguibile l'architettura reale dal dipinto. L'osservatore si trova proiettato in uno spazio privo di riferimenti razionali, circondato da figure enormi e grottesche che vengono schiacciate dal crollo dell'intero edificio. Il pavimento a mosaico con vortice concavo completa l'illusione rendendo insicuro il passo. Il soggetto mitologico — Giove che sconfigge i giganti — è un omaggio allegorico a Carlo V che aveva visitato Mantova nel 1530. La composizione a vortice e la posizione scorciata di Giove rimandano alla cupola di Correggio, Assunzione della Vergine, nel duomo di Parma.

Innovazioni

Scheda