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Affresco attribuito alla mano di Giulio Romano sulla parete orientale della Camera di Amore e Psiche, soggetto tratto dalle Metamorfosi di Ovidio. Il ciclope Polifemo armato di clava e siringa a sette canne domina la scena con la sua corporatura gigantesca; più in basso, minuscoli e abbracciati, il pastore Aci e la ninfa Galatea. La sproporzione tra i personaggi e la torsione del busto di Polifemo esaltano la gigantesca muscolatura e prefigurano l'esplosione d'ira.