Scuola di Parma

Scuola · 1519–1540 · Parma, Fontanellato, Emilia

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A Parma, nel giro di due decenni, due artisti definiscono altrettante vie destinate a lunga fortuna. Correggio elabora una pittura di morbidezza estrema, dove il contorno si dissolve nella luce e gli incarnati sembrano cedere al tatto; nelle cupole affrescate sfonda la superficie con visioni viste rigorosamente dal basso, in un turbinio di corpi che salgono verso il centro luminoso, e nei soggetti mitologici raggiunge una sensualità senza precedenti. Parmigianino percorre la direzione opposta: allunga i corpi e i colli oltre ogni misura naturale, raffredda il colore, costruisce composizioni di studiata artificiosità in cui la grazia vale più della verosimiglianza. Insieme fanno della città un centro di sperimentazione tra i più liberi del secolo. Il nome esteso della scuola nel catalogo era «Scuola di Parma (Correggio e Parmigianino)».

Contesto storico

La committenza è divisa fra le istituzioni religiose e la nobiltà del contado: il monastero benedettino e quello femminile della città, che affida a Correggio la decorazione profana di una camera privata, la fabbrica della cattedrale per la grande cupola, e i signori di un castello vicino per una sala mitologica. Ad alimentare la produzione mitologica interviene inoltre la committenza principesca padana, interessata a serie di soggetti tratti dalle metamorfosi antiche.

Innovazioni

Opere