Visione di san Giovanni Evangelista a Patmos

Correggio · dal 1520 · Abbazia di San Giovanni Evangelista · Parma

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Affresco (940 × 875 cm) della cupola della chiesa abbaziale benedettina di San Giovanni Evangelista a Parma, appena terminata, che Correggio riceve in incarico nel 1520, lo stesso anno della Volta della camera della badessa nel monastero di San Paolo, dello stesso ordine. Il soggetto è la rivelazione concessa all'autore dell'Apocalisse: il Signore che torna dal cielo alla fine dei tempi, fra i dodici. Il pittore lascia da parte la consuetudine rinascimentale di delimitare l'illusione con membrature dipinte: a costruire lo spazio sono soltanto le figure e il gioco di luci e ombre.

Analisi

È la prima cupola dipinta da Correggio, e la soluzione è del tutto nuova. L'evangelista, unico ancorato alla terra, spunta appena sull'orlo della cupola; sopra di lui gli apostoli e il Cristo galleggiano su masse di vapore, immerse in una luce abbagliante che scioglie perfino gli angeli, come avviene nell'Assunta (dei Frari).

Gli apostoli, nudi e monumentali, si distendono lungo l'imposta della cupola e ricordano le invenzioni di Michelangelo Buonarroti nella Volta della cappella Sistina. La loro forza è però addolcita dallo scorrere morbido della luce, che armonizza anche i colori più accesi. Qui Correggio sperimenta lo sfondato che porterà alle estreme conseguenze nella cupola del duomo.

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