Il battistero di San Giovanni a Firenze è l'edificio più classicheggiante del Romanico fiorentino. La sua fondazione è incerta (prima menzione 897), ma la costruzione si protrae fino al XIII secolo quando vengono completati il rivestimento esterno della cupola ottagonale e la decorazione musiva interna. Consacrato nel 1059 da papa Niccolò II, segue la pianta ottagonale ambrosiana. Il rivestimento esterno in marmo bianco e verde serpentino su specchiature geometriche anticipa le soluzioni di San Miniato al Monte.
Analisi
Il battistero fiorentino esemplifica il Romanico classicheggiante dell'area fiorentina, con espliciti rimandi al Pantheon romano (pianta ottagonale, loggia esterna, rivestimento in marmi geometrici) e ai modelli paleocristiani. Le colonne interne in parte di spoglio romano, con capitelli imitazioni di modelli classici, documentano la scelta ideologica di recupero dell'antico già attiva in età carolingia e ottoniana. Il rivestimento esterno in due registri sovrapposti, con lesene scanalate e archi ciechi con finestre, anticipa le soluzioni di San Miniato. La decorazione musiva interna, completata tra XII e XIII secolo con il contributo di Coppo di Marcovaldo e Cimabue, unisce tradizione musiva veneziana e apporti pittorici locali.
Innovazioni
pianta ottagonale come modello paleocristiano ambrosiano
rivestimento bicromo marmoreo con specchiature geometriche
Romanico italiano(rielaborazione) — Il battistero fiorentino reinterpreta modelli antichi (Pantheon, Battistero Lateranense) attraverso la pianta ottagonale e il rivestimento bicromato, fondando il linguaggio del Romanico fiorentino.
Chiesa abbaziale di San Miniato al Monte(influenza) — San Miniato al Monte sviluppa il linguaggio bicromato in marmo bianco e verde inaugurato dal battistero fiorentino, estendendolo alla facciata basilicale come codice visivo del Romanico fiorentino.
Facciata della basilica di Santa Maria Novella(rielaborazione) — Il rivestimento bianco e verde della facciata, avviato nel Trecento sull'esempio del battistero, viene esteso da Alberti a tutto il prospetto e ordinato secondo rapporti modulari.
Spedale degli Innocenti(rielaborazione) — Il loggiato dello Spedale, su colonne con capitelli corinzi e archi a tutto sesto, riprende lo schema del battistero di San Giovanni, letto da Brunelleschi come un modello antico.
Campanile della cattedrale di Santa Maria del Fiore(influenza) — Il rivestimento del campanile, con riquadri geometrici di marmo bianco, rosa e verde, riprende la tradizione romanica fiorentina di cui il battistero è il capostipite, e dialoga con l'edificio che gli sta di fronte.