Orfanotrofio in piazza Santissima Annunziata a Firenze, che l'Arte della Seta (Arte di Por Santa Maria) commissiona a Filippo Brunelleschi nel 1419 e che viene completato nel 1444. È la prima occasione concreta in cui l'architetto applica i principi del modulo geometrico, elaborati studiando matematica, geometria e architettura antica. Intorno a un chiostro quadrato si dispongono due corpi rettangolari destinati a chiesa, dormitorio, laboratori e scuola; sulla piazza si apre un loggiato di nove campate su colonne lisce, con capitelli di tipo corinzio e ampi archi a tutto sesto.
Il recupero di elementi strutturali e stilistici dell'architettura romana produce un ordine e una simmetria che diventeranno il punto di partenza del Rinascimento. Lo schema del portico deriva dal Pantheon e dal Battistero di San Giovanni; al di sopra delle arcate si stende una fascia orizzontale profilata da cornici a gradini.
L'unità di misura dell'intero edificio è un quadrato di lato pari a dieci braccia, cioè quasi sei metri: è l'altezza delle colonne, la luce degli archi e l'altezza del piano superiore, e se ne ricavano multipli e sottomultipli. Anche le campate del portico sono cubi a base quadrata, coperti da volte a vela invece che dalle volte a crociera ogivali usate fino ad allora. Sopra ogni arcata, al primo livello abitato, una finestra rettangolare incorniciata e coronata da un frontone a triangolo lascia percepire dall'esterno il dialogo fra il volume chiuso della sala e quello aperto del portico sottostante.
All'essenzialità della geometria corrisponde la semplicità dei materiali: per contenere le spese Brunelleschi usa la pietra serena per le membrature e un semplice intonaco per le pareti in mattoni. Il binomio di grigio e bianco, misurato e raffinato, diventa il suo marchio e avrà numerosi seguaci. Più tardi, nel 1487, Andrea della Robbia vi inserisce i medaglioni in terracotta invetriata con i neonati fasciati su campo celeste.