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La chiesa benedettina di San Miniato al Monte a Firenze, avviata per volontà del vescovo Ildebrando (ante 1020), è un capolavoro del Romanico fiorentino. La facciata presenta tarsie in opus sectile con marmo bianco e verde serpentino che disegnano specchiature, archi e motivi geometrici, ripartita in due zone e segnata da archi ciechi che ne indicano la differenza di altezza interna. L'interno a tre navate include elementi peculiari del Romanico emiliano: alternanza tra coppie di colonne e pilastri compositi, archi-diaframma trasversi, alto presbiterio sopraelevato sull'ampia cripta con catino absidale.
San Miniato al Monte è il manifesto del Romanico fiorentino. La facciata bicromata in marmo bianco e verde di Prato, articolata in due ordini sovrapposti con pilastri che definiscono cinque campate, e con un timpano mosaicato raffigurante Cristo tra la Vergine e san Miniato, costituisce il codice visivo del Romanico fiorentino. L'interno a tre navate con capriate lignee e pavimento cosmatesco del XIII sec. riprende il modello basilicale paleocristiano. Il presbiterio sopraelevato è separato dalla navata dalla schola cantorum con ciborio. Sotto il presbiterio si apre la cripta a tre navate. San Miniato influenza direttamente il battistero fiorentino e, attraverso di esso, tutta la tradizione bicromata toscana.