Ciclo di affreschi con Storie di santa Caterina d'Alessandria e di sant'Ambrogio che Masolino da Panicale esegue fra il 1427 e il 1430 nella cappella del cardinale Branda Castiglioni, nella Basilica superiore di San Clemente al Laterano. Il committente, potente prelato lombardo e legato pontificio anche presso i Visconti, aveva conosciuto il pittore a Firenze negli anni della cappella Brancacci. In ogni episodio la figura slanciata ed elegante di Caterina è il centro del racconto; gli edifici hanno una convincente profondità prospettica, ma funzionano come quinte di teatro, separate dalle figure che vi agiscono davanti.
Della formazione di Masolino da Panicale si sa poco: si svolge probabilmente a Firenze, forse accanto a Lorenzo Ghiberti, e porta il pittore, come Lorenzo Monaco, a una versione personale del Gotico internazionale, elegante, minuziosa e decorativa. Nel 1423 questo stile incontra quello solido e drammatico di Masaccio nella Affreschi della cappella Brancacci, dove i due lavorano fianco a fianco e rendono visibili le due strade aperte alla pittura fiorentina del primo Quattrocento.
Negli anni romani, al servizio della corte pontificia, il pittore si trova a fianco di Gentile da Fabriano e di Pisanello, e il contatto con loro accentua il suo gusto tardogotico. Gli affreschi di San Clemente lo mostrano bene: la prospettiva è usata per costruire edifici convincenti, ma lo spazio non accoglie le figure, che vi si dispongono davanti come su una scena. I colori delicatissimi e il tono sereno, mantenuto anche negli episodi più drammatici del martirio, rivelano una sensibilità ancora del tutto cortese.
Lo stesso rapporto fra figure e fondale scenografico tornerà qualche anno dopo, intorno al 1435, nel Banchetto di Erode affrescato per lo stesso cardinale a Castiglione Olona.