Morte di Procri

Piero di Cosimo · 1495 circa · National Gallery · Londra

Morte di Procri, Piero di Cosimo Apri la scheda interattiva →

Tavola a olio (65,4 × 184,2 cm) di Piero di Cosimo, databile verso il 1495 e oggi alla National Gallery di Londra. Il formato basso e allungato si spiega con la destinazione: il pannello doveva ornare un arredo della stanza degli sposi, come testiera del letto o come fronte di un cassone. Il soggetto viene dalle Metamorfosi di Ovidio, dove si racconta come Cefalo, durante una caccia, uccida per errore la moglie amatissima, Procri. Come spesso accade nel pittore, il mito è reso con un'invenzione fantasiosa e carica di sentimento.

Analisi

Allievo di Cosimo Rosselli, da cui gli viene il soprannome, Piero aveva appreso dal maestro un linguaggio segnato dal linearismo dei Pollaiolo e di Andrea Verrocchio. Su questa base innesta suggestioni della pittura fiamminga, di Filippino Lippi e di Leonardo da Vinci, fino a una pittura ricca e vivace nel colore, in cui luce e atmosfera hanno un ruolo di primo piano.

Nella scena elegiaca il disegno, raffinato e preciso nell'anatomia, ricorda Antonio Pollaiolo e Sandro Botticelli. Il paesaggio lacustre che si apre alle spalle delle figure, invece, velato di foschia e fitto di minuti dettagli naturali, tradisce l'influenza dei fiamminghi e della prospettiva aerea leonardesca. Lo stesso modo di costruire il paesaggio torna, anni dopo, nella Liberazione di Andromeda.

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