Liberazione di Andromeda

Piero di Cosimo · 1510-1515 circa · Gallerie degli Uffizi · Firenze

Liberazione di Andromeda, Piero di Cosimo Apri la scheda interattiva →

Tavola a tempera grassa (70 × 120 cm) dipinta da Piero di Cosimo verso il 1510-1515, oggi a Firenze, nelle Gallerie degli Uffizi. Il pittore, che deve il soprannome al maestro Cosimo Rosselli, con il quale lavora nel 1481-1482 alla cappella Sistina, predilige i soggetti allegorici e mitologici e li traduce in iconografie fantasiose, ricche di sentimento e di pathos. In questa tavola la favola ovidiana della principessa etiope offerta al mostro si dispiega in un solo spazio, dove convivono episodi successivi del racconto.

Analisi

Al centro dell'attenzione non stanno né l'eroe Perseo né la giovane incatenata alla roccia, bensì la gigantesca bestia uscita dal mare per divorarla. Proprio la creatura più irreale è descritta con un realismo minuzioso, dalle gocce d'acqua che colano dalle fauci alle spire della coda, tanto che il tono da favola sconfina nel visionario. Sul davanti si affollano figure dai lineamenti orientali, con pettinature elaborate e strani strumenti da musica, mentre lontano si innalzano edifici bizzarri di sapore nordico.

Il paesaggio, avvolto nella foschia e ricco di notazioni naturali, è trattato come nella Morte di Procri: vi si riconoscono la lezione dei pittori fiamminghi e la prospettiva aerea di Leonardo da Vinci, fonti che, insieme a Filippino Lippi, orientano Piero verso una pittura complessa e ricca di colore, attenta alla luce e ai valori atmosferici degli spazi aperti.

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